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Ho sposato uno straniero: 10 cose da fare prima di stilare il contratto

Sono sempre stata affascinata dall’”esotico”, dall’”altro”, da ciò che era diverso da me, da ciò che avrebbe potuto darmi quel qualcosa in più che sentivo mi mancava. Questo aspetto l’ho…

Sono sempre stata affascinata dall'”esotico”, dall'”altro”, da ciò che era diverso da me, da ciò che avrebbe potuto darmi quel qualcosa in più che sentivo mi mancava. Questo aspetto l’ho ritrovato anche nel mio percorso di studi, dalle mie amicizie internazionali e nei miei interessi. Poi, un giorno, ho incontrato il mio “bello e impossibile, dagli occhi neri e dal sapor Medio Orientale” e l’ho sposato. Ma che vuol dire sposare uno straniero? Ecco per voi una lista di regole per poter iniziare a cucinare la vostra deliziosa torta! 🤪🤪😋😋

 

❤ REGOLA N°1:

✅Conoscere la sua cultura di provenienza: sembra una banalità, ma cercare di capire la sua realtà vi renderà ancora più uniti.

❤ REGOLA N°2:

✅Conoscere la sua famiglia. È importante che voi entriate in contatto con la vostra futura suocera e suocero. Come,             probabilmente, per i vostri genitori anche i vostri suoceri saranno molto preoccupati che il figlio/a si stiano per sposare con una “straniera/o”. Non vorrete mica iniziare a litigare subito! 😅

❤ REGOLA N°3:

✅Conoscere le sue idee politiche. È importante tra una coppia italiana, figuriamoci tra stranieri! (PS. potrebbe votare il Salvini “de noiatri”)😱😤🧐🤪

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Lettera nera: tra sogno e realtà

Cara madre, ti scrivo con un po’ di pena dopo tanti anni. Non sai quanto mi manchi, non sai quanto vorrei abbracciarti e dirti dal vivo che ti voglio tanto…

Cara madre,

ti scrivo con un po’ di pena dopo tanti anni. Non sai quanto mi manchi, non sai quanto vorrei abbracciarti e dirti dal vivo che ti voglio tanto bene. Purtroppo, adesso, è un lusso che non mi posso permettere perché non ho ancora realizzato i miei sogni.  Se persevero, tu sarai la mia locomotiva. Visto che non ci sentiamo da anni, vorrei raccontarti un po’ la mia vita qui, le mie esperienze, insomma, il mio quotidiano.

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L’Umbria dell’integrazione raccontata dai suoi protagonisti

Raccontare l’Umbria dell’integrazione silenziosa. Una società che già esiste da molti anni: nelle scuole, nelle università, al supermercato, nei luoghi di lavoro, tra vicini di casa. Quel mondo mai rumoroso,…

Raccontare l’Umbria dell’integrazione silenziosa. Una società che già esiste da molti anni: nelle scuole, nelle università, al supermercato, nei luoghi di lavoro, tra vicini di casa. Quel mondo mai rumoroso, che non fa scalpore, non occupa le pagine dei giornali, non si moltiplica in modo forsennato sui social network. Un mondo che racconta di bambini con la pelle nera e uno spiccato dialetto locale, di coppie composte da persone che provengono dagli angoli opposti del mondo, di vicini di banco, compagni di squadra, colleghi di lavoro, insomma, umbri di “varia origine” che hanno costruito per la nostra regione una identità nuova e armoniosa.

È questa l’Umbria che vogliamo raccontare con il nostro piccolo grande esperimento: Blog Niù, il blog delle nuove identità urbane. O forse, più banalmente, l’Umbria a cui vogliamo dare voce. Senza gridare, ma nemmeno sussurrando. E per farlo abbiamo deciso di reclutare, come reporter, chi questa Umbria ha la responsabilità di continuare a costruirla. Giovani, studenti, lavoratori figli di immigrati e “italiani doc”, rifugiati, richiedenti asilo. Tutti diversi, per età, esperienze, credo religioso, provenienza, ma tutti interessanti a conoscere, raccontare, vivere la nuova società. Con una consapevolezza: che la realtà in cui ci troviamo è il frutto di un processo irreversibile, è già qui e deve essere raccontata. Senza pregiudizi, con ironia, qualche volta con severità, ma senz’altro con l’occhio curioso di chi vive su se stesso un’epoca complicata e piena di contraddizioni. Niente potrebbe essere più in controtendenza in questo momento. Per il modo in cui vogliamo raccontare i principali temi di una società multietnica, per i toni che abbiamo scelto, per i narratori, e per la piazza “virtuale” di discussione, spesso luogo in cui aggressività e pregiudizi hanno vita facile. Noi però ad avere vita facile non siamo interessati, molti di noi non avrebbero fatto le scelte che hanno fatto. E anche questo racconteremo. Un punto di vista, semplice, divertente e per questo, ci piace pensare, rivoluzionario. Racconteremo storie, ci prenderemo anche in giro, descriveremo un mondo affascinante, di varia umanità, fatto anche di desideri e aspettative, di coraggio e paure, le stesse per tutti. Con il sorriso di chi guarda alla società con fiducia, con la serietà di chi sente addosso la responsabilità di raccontare storie, pezzi di vita, esperienze. Con la caparbietà di chi non vuole fermarsi al primo sguardo, ma ha il desiderio di andare a fondo. Vale la pena tentare, non soltanto per noi.

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